Giorno: 1

  • Venerdì 22 novembre, anno domini 2024
  • Sereno, nuvoloso e nevischio, -2°/+5°
  • Valle, pianura, altopiano, montagna
  • Km, km/l e l di oggi: 383.0, di cui 0.5 su fuoristrada, 16.4km/l, bevuti 23.35l
  • Km, km/l e l totale: 383.0, di cui 0.5 su fuoristrada, 16.4km/l, bevuti 23.35l
  • Tappa: Susa, Oûta [Aosta], Losena [Losanna], Pontarlier [Pontarlera].
  • [IT] Vâl Susa [Valle di Susa], città metropolitana di Torino [TO], Piemont [Piemonte]. Val d’Outa AO [Valle d’Aosta].
    [CH] Quenton du Valês/Canton du Valais [Cantone di Vallese], Canton de Vaud [Cantone di Vado];
    [FR] Dipartimento di Doubs [25], Bourgogne-Franche-Comté [Borgogna-Franca Contea]

Oggi si parte!

E non poteva che essere il giorno giusto. La partenza era stata precedentemente pianificata per martedì scorso, non oggi. Ma avevo dato un occhio al meteo, indica neve abbastanza copiosa durante la notte di giovedì ed la mattina successiva un bel sole. Conoscendo la zona, ne verrebbe fuori una spettacolare cornice, al limite del giardino dell’Eden in salsa invernale. 

Non ero però proprio sicuro che la neve sarebbe effettivamente arrivata, in quanto le temperature previste erano al limite, tra lo zero e due gradi, un altro sito riportava invece pioggia mista neve, il che significa zero neve al suolo e partenza rimandata per niente. Erano anche previsioni di tre giorni dopo quindi di natura non sono affidabili al 100%.

Alla fine avevo deciso di assumere il rischio, restando tre giorni in più a casa (tra l’altro con il riscaldamento rotto), variando l’itinerario verso Belgio saltando la tappa di Amsterdam, con il dispiacere dell’amica, dato che avevo usato la capitale olandese come la carota davanti all’asino, facendola venire con me in questo viaggio europeo. Era ormai qui da me.

Le ho assicurato che nonostante ciò, valeva la candela attendere ad avere questa veduta con la neve. In fondo un viaggio ad Amsterdam si può fare in qualsiasi mese dell’anno, con la comodità di un volo.

E il rischio ha pagato alla grande. Mi sveglio e davanti a me c’è un panorama..così incantato, ammaliato, fiabesco. Lascio a voi ulteriori commenti. 

Inutile scrivere che anche all’amica le è piaciuta la visione, lei che essendo di Roma ma di origine marchigiana, le ricordava la sua infanzia lì, il paesaggio invernale era simile, oltre al fatto che era da un po’ che non provava queste sensazioni di beatitudine che solo un paesaggio innevato può donare.

Facciamo delle foto per la prima emissione della cartolina. Ci sono voluti alcuni tentativi, attendendo il momento giusto che la bandiera francoprovenzale si faccia mostrare bene, c’era poco vento. Alla fine ne è venuta bene.

Così, tra le foto e osservazioni, preparativi per la partenza effettiva, sono circa le 10. Panico. Tra due ore dovremmo essere ad Aosta per un pranzo cogli amici. 

E non trovo la catena, le gomme, appena acquistate, benché adattate per l’uso fuoristrada, non riportano il simbolo neve quindi è necessario averla a bordo per evitare problemi durante un controllo di polizia. Perdo una quindicina di minuti per individuarla, era ben nascosta. 

E finalmente si parte. Contachilometri segna 26866km, azzero le distanze sia A che B.

E già da subito, i primi metri sono sullo sterrato. Circa 500 metri della stradina di casa. Panda procede agevolmente, anche perché la macchina del vicino ci è già passata sopra (peccato).

Le colonne di pietra che vedete nel video avevano nel passato la funzione di sorreggere i pali per la coltivazione delle vite.

Prima tappa: fare pieno di benzina! Il serbatoio è praticamente vuoto. Rifornisco all’unica stazione di servizio di zona che ha la benzina premium, fortunatamente a pochi passi da casa. Riempio fino all’orlo, basterà per tutto il viaggio di oggi. Inizia a soffiare il vento tipico, foëhn [favonio].

  • Stazione di servizio n°1 – Susa
    Catena: Tamoil
    Tipologia: Benzina WR 100 (100 ottani)
    €/L: 1.939
    Litri erogati: 32.75
    Totale: 63.50€

Alla mia destra, una gemella in veste di smat, la società di acqua. Chissà cosa si sono dette tra di loro?

Prossima tappa sarà il distributore dell’acqua, del paese accanto. 

Fresca!

Ora si parte davvero, destinazione Aosta.

Si entra in Valle d’Aosta!

Purtroppo a causa del ritardo già enormemente accumulato, alla fine non usciamo a Quincinetto per evitare la tratta autostradale valdostana che è una delle più care d’Italia, in questo modo recuperiamo circa mezz’ora. Mi sarebbe piaciuto far vedere i paesini valdostani all’amica. Sarà la prossima volta.

Arriviamo ad Aosta, la neve qui è più copiosa, si vede tanta gente in difficoltà col parcheggio tant’è ci sono un sacco di cumulo di neve tra i lati della strada. Trovo fortunatamente un psoto libero. 

Per pranzo avevo chiesto agli amici valdostani un ristorante tipico che serve piatti valdostani, dato che la mia amica romana non era mai stata in VdA quindi è obbligatorio fare delle degustazioni di alcuni piatti tipici. A me mi escono ogni volta una grossa bava. 

Ci siamo quindi dato appuntamento davanti al ristorante Da Nando, nella centrale via San’Anselmo, nei pressi dell’Arco di Augusto. 

Ecco i piatti:

Antipasto
Affettato alla Valdostana: Lard d’Arnad [DOP], marroni, motsetta, cacciatorino di cervo, saouseusse, boudin, pain brioche maison, Jambon de Bosses [DOP] e Fontina [DOP].

Primo piatto:
Crêpes alla valdostana: ripiene di Jambon alla brace di Saint-Oyen, Fontina DOP e salsa Mornay.

Secondo piatto:
Fonduta alla valdostana: crema di Fontina DOP servita calda con crostini di pane nero e polenta di granoturco integrale.

Davvero deliziosi. Ristorante raccomandato anche se non c’è il menu cartaceo, ci viene consegnato un tablet, che lo trovo negativo come esperienza, inutile complicanza, già guardiamo spesso gli schermi durante la giornata tra cellulare, pc, tv…un po’ di carta! Capisco che è comodo per il ristoratore, ma non lo è per noi lato clienti.

Comunque, sono già le due, un po’ mi dispero, dato che dovremmo attraversare Svizzera. Usciamo a fare una passeggiata nella centrale via fino all’estremo opposto, attraversando la piazza centrale Chanoux. Sono già allestite le casette del mercatino natalizio, ed alcune sono già aperte. Diamo un’occhiata e accumuliamo ulteriori ritardo nella cronoprogramma. Facciamo delle foto. 

Il gallo tipico. Qui a fine gennaio di ogni anno si tiene la Fiera di Sant’Orso [La Saint Ours]. Se potete, dovete andare lì almeno una volta nella vita. La fiera dell’edizione 2025 si terrà il 30 e il 31 gennaio. Centinaia di artigiani, opere uniche, autentiche e fatte a mano. Un angolo di paradiso in un mondo ormai fatto di prodotti seriali e di bassa qualità, cinesi. Sito ufficiale della fiera: https://www.lasaintours.it/

Salutiamo gli amici valdostani e si parte verso il traforo del Gran San Bernardo.

Saliamo in quota e inizia a nevicare un po’. Ci presenta un ambiente davvero montano. Menomale che non c’è nessun traffico. Pago il pedaggio [31€] e arrivederci Italia.

Ciao Svizzera!

Si entra in cantone di Vallese. Peccato faccia già buio. Pazienza. Prossima tappa sarà Losanna. Discesa dolce e lunga, rigorosamente sulla strada statale, per evitare di pagare il bollino svizzero. Guido con un occhio sempre al tachimetro, sapete, la polizia svizzera. 

Difatti…In Italia in 12 anni di patente non ho mai preso multa nonostante non faccio molto caso ai limiti, mentre invece quando sono all’estero, con attenzione extra ai limiti, ben 3 lettere di multe. Una in Costa Azzurra nei pressi di Roccabruna sul Capo Martino, velocità 51 o 52 quando il limite era 50… Poi due in Repubblica Ceca, in Moravia, nello stesso posto, andata e ritorno.

Entriamo in cantone di Vaud [anticamente Vado].

Cosa inconsueta #1:
Binari in mezzo alla rotonda. Che io sappia non l’ho mai visto in Italia, tranne nella città ma il binario del tram non fa testo. Qui è proprio il trenino che taglia una rotonda della strada provinciale. [coordinate 46°18’01.6″N 6°58’51.1″E ]

Costeggiamo il lago Lemano, peccato faccia buio e si vede poco. Di giorno sarebbe un bel panorama.

Arriviamo a Losanna e parcheggiamo.  E’ venerdì sera e ci sono abbastanza gente in giro. Facciamo delle foto. E’ una città abbastanza carina, un po’ alla Genova come rilievo, non è pianeggiante. Non siamo scesi giù al lungolago forse lì è ancora di più bello. 

Torniamo e ripartiamo, verso l’ultima tappa della giornata, Pontarlier [Pontarlera], città francese al confine con la Svizzera.

Valichiamo il confine, tutto buio, entriamo dunque in Francia, nel dipartimento di Doubs [25], regione di Borgogna-Franca Contea. È stato piuttosto divertente constatare che una volta varcato il confine, tutte le macchine, ma proprio tutte, mi sorpassavano con velocità piuttosto sostenuta.

E finalmente siamo arrivati al hotel, vediamo che a fianco ci sono McDonald’s e una catena di fastfood, “Quick”. Mai sentito. Proviamo quest’ultima e prendiamo una veloce cena, siamo alla prossimità dell’orario di chiusura.

Un bel hamburger, patatine fritte e tè, concludiamo così la lunga giornata. 

  • Distanza percorsa a piedi, dall’app Salute iOS: 6.8 km
  • Il computer di bordo riporta:
    – Distanza 383.0km
    – Consumo medio 16.4 km/l
    – Velocità media 51 km/h
    – Tempo di viaggio 7h24’.

E’ una buona statistica. 16.4 km/l nonostante autostrada, due città caotica [Aosta e Losanna], un tunnel di montagna (1900mslm). Climatizzatore sempre accesa. Ricordiamoci che è una benzina pura senza ibrido, e 4×4.


Cliccare qui per tornare indietro alla pagina del diario di viaggio