- Sabato 8 marzo, anno domini 2025
- Variabile, sole
- Pianura
- +21°/+28°
- Km, km/l e l di oggi: 190.1, di cui 0.0 su fuoristrada, 16.2 km/l, bevuti 11.73 L
- Km, km/l e l totale: 9331.4 di cui su – fuoristrada, 16.2km/l, bevuti 572.02 L
- Tappa: Covington, Independence e New Orleans.
- [LA] Parrocchia di St. Tammany, parrocchia di Tangipahoa, parrocchia di Saint John the Baptist, parrocchia di St. Charles, parrocchia di Jefferson e parrocchia di Orleans.
Oggi sarà una giornata particolare. A una cinquantina di chilometri da qui, dopo aver passato la notte da Cracker Barrel a Covington, c’è un paesino che si chiama Independence, in italiano tradotto in “Indipendenza”.
Cosa c’è di così particolare in questo paesino?
Festival Siciliano!!
Saputo di questo quando ero arrivato a New Orleans, credo attraverso Grok l’IA o ricerche su internet. Il festival cade proprio in questi giorni e io non potevo non venire, oltretutto non è molto lontano da New Orleans.
Che questo festival cadesse proprio durante l’itinerario del mio viaggio negli Stati Uniti, è stato piuttosto una gradevole e piacevole sorpresa. Uno di quei bei fuoriprogramma.
Dopotutto, non sono mai stato in Sicilia e, invece, essere a Independence che una volta era un paese con una pressoché totale maggioranza di abitanti di origine siciliana, immigrati e prime generazioni, è insueto…come posso inquadrarmi? “Sono stato nella Sicilia d’America”?
Poco dopo di partire verso il paese, noto l’insegna…”Winnie-Dixie”.


Memorie di Florida! Il supermercato c’è anche qui? E io non potevo non fermarmi per comprare un panino.
Scelgo l’itinerario che attraversa le campagne anziché l’autostrada. Scenari di boschi misti a campi agricoli. In un’oretta… siamo arrivati!!


Bandiere della Sicilia ovunque!



Faccio un giro per capire la conformazione del paese, c’è una piccola sagra e io parcheggio Panda nei pressi.




Tendoni di diverse attività e vedo il palco principale…”Benvenuti”

Dopo 69 giorni, sentirmi un po’ a casa…una particolare sensazione.
Noto però che nessuno parla italiano.
Vedo una ragazza con una fascia e corona…sarà la classica miss del festival, foto ricordo obbligata, eh!
Notare la scritta sulla corona.

In uno stand c’è “Italian Culture Museum” e provo a chiedere se c’è qualcuno che parli italiano. Uno dei tizi mi indirizza di andare al museo che è lì nei pressi, dovrebbe esserci una persona. Anzi, offre di accompagnarmi fino a lì.
Il museo si trova all’interno di una vecchia chiesa riconvertita a museo. Era la chiesa della comunità siciliana, diventata poi un tempo stretta quindi costruita una nuova nell’altro lato della strada.
Non c’è la persona che parla italiano ma in compenso c’è lui che, per circa due ore, mi racconta un po’ di tutto…storie, aneddoti, cose così…è un po’ come quando si parla con l’anziano del proprio paese. Una cosa meravigliosa.



Riassumendo. Questo paesino un tempo fa era composto in maggioranza da siciliani immigrati qui a fine 1800. Trovarono lavoro sopratutto nelle campagne a raccogliere le fragole; il clima qui e in Sicilia sono simili e molti erano agricoltori che avevano già esperienza in Sicilia, quindi sapevano il mestiere, in un periodo dove la schiavitù era appena abolita e servivano manodopera. In seguito, i siciliani comprarono terreni e divennero proprietari. Si è creata quindi questa comunità, che, inevitabilmente, nel tempo si è un po’ persa, generazioni dopo generazioni l’identità dei nuovi nascituri si è americanizzata.
Ma hanno questo gruppo di persone, volontariamente, cercano di mantenere la propria storia, tradizione e usanze; da qui il festival e il museo. Un’occasione di comunità e di ricordo del passato, di chi erano…giornali, articoli, foto, pure i manifesti d’arte…un patrimonio…Ciò che fanno è davvero ammirevole. In fondo lascio qualche link di materiale, nel caso vogliate approfondire l’argomento.
E’ stata veramente una piacevole chiacchierata. Un po’ mi è salita la commozione quando, alla mia domanda se sono stati almeno una volta in Sicilia, rispondono di no, che lo desiderano ma non ci sono mai stati; hanno l’indirizzo delle case dove abitavano i loro antenati.
In questo caso, una donazione alla loro associazione è stata più che doverosa e mi hanno dato la maglietta. E mi hanno dato dei semi di cucuzza, una varietà siciliana di zucchina, dicendomi di piantarli in Italia…una specie di rimpatrio!

Li saluto…stasera a New Orleans c’è un evento della comunità sorda quindi non potevo rifiutare l’invito dandomi nei giorni precedenti, mi sarebbe piaciuto restare e ascoltare altre storie, di altre persone…Il viaggio è anche questo.

Lungo la strada per New Orleans, mi fermo a fare un rifornimento di benzina in questo distributore, che per oltre 60 [sic!] anni è stato di proprietà di siciliani [fatto foto all’articolo di giornale, vedi sopra]. Ora è gestito da un indiano. Ma, Panda è stato qui, Black Cat!
- Stazione di servizio n°29 – Tickfaw [LA]
Catena: Black Cat [indipendente]
Tipologia: Premium 93
$/gal: 3.799 [0.927€/l]
Galloni erogati: 2.632 galloni [9.96 L]
Totale: 10.00$
E a New Orleans di notte…una bellezza così.

- Distanza percorsa a piedi, dall’app Saluto iOS: 3.6 km
- Computer di bordo riporta:
– Distanza: 190.1 km
– Consumo medio: 16.2 km/l
– Velocità media: 55 km/h
– Tempo di viaggio: 3h26’
Materiale per approfondimento:
Italian Traditions in Independence, Louisiana Cliccare “more” in fondo all’articolo, verrà scaricato un documento di 33 pagine [in inglese], interessantissimo.
Sito museo: https://www.indymuseum.org/ Pagina FB: https://www.facebook.com/iicmuseum/
Sito Festival: https://www.indysicilianfest.com/ Pagina FB: https://www.facebook.com/Indysicilianfest Gruppo FB: https://www.facebook.com/groups/492467420940988/
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