Giorno: 6

  • Mercoledì 27 novembre, anno domini 2024
  • Variabile e pioggia
  • Pianura
  • Km, km/l e l di oggi: 93.9, di cui 0.0 su fuoristrada, 13.5 km/l, bevuti  6.97 l
  • Km, km/l e l totale: 1452.6, di cui 0.5 su fuoristrada, 16.7 km/l, bevuti 87 l
  • Tappa: Utrecht e The Hague [L’Aia]
    [NL] Provincia di Utrecht e provincia di Zuid-Holland [Olanda meridionale].

Oggi avremo la pioggia e vento per tutto il giorno. Siamo un po’ desolati. Compriamo due grandi ombrelli a prezzi modici. La mattina ci dedichiamo alla visita della città a destra e a manca, abbiamo prenotato un ristorante indiano per pranzo, scontato al 50%, l’amica ha voglia di mangiare riso oggi.

Cerchiamo una buca per spedire le cartoline che avevamo acquistate ieri alla zona dei mulini. Ne troviamo una nei pressi del museo ferroviario. Bell’edificio, promette bene ma desistiamo di acquistare il biglietto per tre motivi: all’amica non interessa, prezzo non è basso e, soprattutto, il tempo, dato che una buona parte si visita all’esterno. Sarà sicuramente una scelta obbligata nella bella stagione.

Proviamo la tappa del museo delle belle arti, è lì poco vicino. Nel tragitto rischiamo di trasformarci in Mary Poppins, la pioggia cade quasi a livello orizzontale, fortunatamente le gocce sono finissime quindi non ci bagniamo troppo, gli ombrelli resistono bene agli sbalzi, bingo, ottimo acquisto.

Saltiamo pure il museo delle belle arti, per questione di tempo. Dritti al ristorante indiano.

Mi incuriosisce il piatto business, composto da diverse piccole pietanze, una specie di degustazione.  Un semplice piatto di riso con verdure per l’amica.

Ora devo riprendere la mia amata Panda e tornare all’hotel per caricare la roba. Sul bus, alla capolinea, Il biglietto P+R, valido per andata e ritorno, viene respinto. Forse è a causa del giorno diverso. Provo ad acquistare un biglietto di sola andata, mi esce cartaceo. Arriva un altro bus, c’è parecchia gente e io salgo dalla porta posteriore evitando quindi il controllo dell’autista. Verifico il biglietto e la macchina non lo riconosce. Panico. Sento addosso degli sguardi sospettosi. Con eleganza disinvoltura mi comporto come se il biglietto fosse riconosciuto. La mia fermata dovrebbe essere solo a tre fermate da qui, una quindicina di minuti. Dentro me prego che vada tutto bene. 

La mia fermata arriva, faccio di nuovo finta di validare il biglietto, che qui sarebbe obbligatorio, scendo, vedo il bus procedere avanti per conto suo, tutto risolto. Ora la preoccupazione è per la Panda…la troverò integra? 5 minuti di cammino a passo svelto…

….eccola tutta sana e salva. Riuscite a individuarla?

Tolto il secondo peso. Alla casa automatica però, il biglietto del P+R di ieri non viene riconosciuto (avrebbe la validità per avere lo sconto sull’altro biglietto, quello del parcheggio). Lo mando affanculo e pago a prezzo pieno il secondo biglietto. 

Pensate la cosa finisce qua? No, la mia carta di pagamento non viene accettata e io ne ho solo una. Contanti non sono fra le opzioni, figuriamoci, popolo un po’ involuto. Si vede che oggi non è la mia giornata. E nei paraggi non c’è nessuna anima viva. 

Vedo a fianco un’altra macchina. Forse quella funziona, diversamente non avrei altre alternative.

Rifaccio tutta la procedura, nemmeno qui riconosce il primo biglietto, ma, il pagamento del secondo biglietto viene contabilizzato. Salgo e parto, la sbarra si alza, un bel sospiro, uscito dall’inferno. 

Prendo l’amica al hotel e ora…destinazione L’Aia. 

Città nota a molti per due cose: Tribunale internazionale e il museo Mauritshuis.

Ieri sera al hotel avevo fatto delle ricerche sulla questione dei parcheggi interrati. Scopro che, se si paga in anticipo facendo una prenotazione, il costo è inferiore, anche di metà. Grazie internet. 

Così per L’Aia, scelto e pagato in anticipo un parcheggio interrato nei pressi del museo. 

Una bufera, una replica di stamattina, pioggia orizzontale, ma stavolta le gocce non sono così finissime.

Entriamo nel museo leggermente inzuppati. 

Oltre all’ovvio quadro, ce ne sono degli altri che sono ottimi, una sensazione diversa dal Louvre, dove mi aveva deluso. Una selezione per voi:

Dansende boeren voor een Boheemse herberg.

ca. 1610
di ROELANT SAVERY
1576/78 – 1639


Boslandschap

circa 1510-1515
di GERALD DAVID
ca. 1450-1523


“De jonge moeder

1658
di GERRIT DOU
1613-1675


Apelles schildert Campaspe

ca. 1630
di WILLEM VAN HAECHT
1593-1637

[zoom]

Portret van Jacoba Maria van Wassenaer (1654-1683), bekend als ‘De hoenderhof.

1660
di JAN STEEN
1625/26 – 1679


Gezicht op de Oudezijds Voorburgwal met de Oude Kerk in Amsterdam

1670
di JAN VAN DER HEYDEN
1637-1712


Meisje met de parel
[Ragazza con l’orecchino di perla/Ragazza col turbante]

Olio su tela, 1665-1666
di JOHANNES VERMEER
1632-1675


Usciamo, ad essere sincero, ho addosso una sensazione di non averla pienamente osservato e di sentirmi non pienamente soddisfatto della visita. L’amica che mi distrae, gente che si mette in mezzo per fare delle foto, così via… La prossima volta prenderò una sedia e mi inchioderò lì. 

Ora, dritti al hotel, sito alla costa…una specie di Rimini. Ora però è desolato e pieno di cantiere, pare per il rinnovamento dei binari del tram. 

L’amica, che si è scesa prima di me dall’auto per consentirmi di fare le manovre di parcheggio, peraltro provvisorio, vedo che si è diretta all’hotel sbagliato, decisamente più lussuoso, a fianco del nostro, che è standard. La vedo entrare, entro anch’io, fortunatamente non c’è nessuno e la faccio presente che dobbiamo uscire subito. Una specie di brutta figura. Ci scherziamo su, almeno trova accogliente la camera del nostro hotel.

Sistemiamo i bagagli, esco e chiedo all’addetto se c’è parcheggio gratuito nella zona o qualcosa di convenzionato. Nein. Mi indica che nei pressi c’è un parcheggio interrato ed è quello che consiglia di solito agli ospiti. Controllo il sito per fare la prenotazione. 

Ne esce fuori una cosa incredibile: 

Stesso sito, a dx impostato in inglese, prezzo X. A sx, Impostato in olandese, prezzo Y. Ovvio che quello olandese costa di meno. Se non credete, andate su questo sito, cambiate la lingua nel menu a tendina: https://parkereninscheveningen.nl/
[alla futura memoria, ho salvato le pagine su internet archive: prezzo inglese, prezzo olandese]

Prenoto il parcheggio, tutto in lingua olandese, grazie all’uso del traduttore. Faccio presente questa cosa all’addetto che mi fa… “…Eh…eehhh..frasi di circostanza”.

Di questa cosa, del prezzo differente, mi ha lasciato perplesso per un po’. In Italia, sarebbe scoppiato uno scandalo. Ma ripensando su, penso che non è così male poi, una “tassa”, celata per la traduzione, in realtà per i forestieri. Che qui, sarei d’accordo sul fatto che i turisti dovrebbero pagare qualcosa di più rispetto ai “residenti” a causa dell’uso del loro “spazio”. 

Le vostre opinioni?

Comunque, per cena, mi è venuto in mente l’app dei cibi rimasti invenduti, acquistabili con uno sconto di circa il 70%, così abbiamo preso una cena a sorpresa da un ristorante italiano; spacchetto ed è lasagna bollente in formato xxl, più che sufficiente per entrambi. 

  • Distanza percorsa a piedi, dall’app Salute iOS: 14.5 km
  • Il computer di bordo riporta:
    – Distanza 93.9 km
    – Consumo medio 13.5 km/l
    – Velocità media 38km/h
    – Tempo di viaggio 2h25’