2025 – Miami Marathon

Domenica  2 febbraio 2025. Sole e variabile, 100% di umidità, +21° alla partenza, +28° all’arrivo.

La mia prima maratona!

  • Perché l’ho scelta: La data coincide (a dir la verità, concausa) con l’itinerario del mio viaggio con la Panda negli Stati Uniti. Evento individuato grazie al sito www.runningintheusa.com, il database delle gare podistiche negli Stati Uniti.
  • Pre-iscrizione – Sito, percorso, costo, regole: abbastanza tutto chiaro.
  • Costo: 205$ più 5$ per la personalizzazione del pettorale [bandiera italiana…eh!], più 3$ per tassa della città di Miami, più 17.88 per “service fee”, più 14.70$ per “sales tax”.

    Totale quindi 245.58$. Ho davvero pagato questa cifra?😳

Iscrizione effettuata il 1° agosto 2024, subito dopo l’apertura delle iscrizioni.

  • Condizione fisica: Una mezza maratona alle spalle, di 2 settimane fa, dopodiché nessun allenamento. 
  • Obiettivo: Correre senza pensieri e non superare il tempo limite, godere la prima maratona!

Percorso: Si parte da downtown [centro] di Miami, si va a Miami Beach e si ritorna a Miami in senso antiorario, si prosegue verso sud fino a Coconut Grove con una piccola deviazione verso il ponte che va a Key Biscayne, giro di boa, di nuovo a downtown.


Era da qualche anno che correvo le mezze maratone. Pianificando il viaggio di Panda negli Stati Uniti, mi sono chiesto: “Perché non una maratona?” 

La differenza tra una maratona e una mezza sta fondamentalmente nell’allenamento. Una mezza si può correre anche senza essersi esercitati, a patto di essere in ottime condizioni fisiche: si arriverà al traguardo con un tempo mediocre, ma comunque tranquillamente sotto il limite. Correre una maratona senza allenamento, invece, è una mossa stupida e persino rischiosa. L’ideale sarebbe avere almeno sei mesi di preparazione. 

Iscrizione effettuata il primo di agosto, quindi giusto sei mesi di anticipo.

Ma tra dire e fare…ne passa di acqua sotto i ponti. In poche parole, pur sapendolo, sono arrivato all’evento gravemente impreparato, con solo una mezza alle spalle, finita tra l’altro in quasi 3 ore.

Ho scelto Miami per la mia prima maratona perché non solo coincideva con il viaggio di Panda, ma anche perché il percorso è un giro unico che tocca tutte le attrazioni e i luoghi turistici di Miami: sarebbe una perfetta cartolina itinerante. La mezza, invece, ne tocca solo una parte.


Ritiro pettorale

Si tiene nel centro congressi di Miami Beach, un edificio piuttosto grande. 

Arrivo lì con qualche difficoltà di parcheggio; solo uscendo mi rendo conto che c’è un parcheggio interrato. Non so se mi convenga: nei dintorni c’è un garage, ma i prezzi sono esorbitanti rispetto al posteggio lungo la strada.

Entro e dritto subito a ritirare il pettorale e pacco gara.

Mio pettorale:

Fotografo la tabella dei tempi limiti, diversi lungo i vari checkpoint.

Expo: Classico, tra chi cerca di sponsorizzare il proprio evento podistico (qui nulla da catturare la mia attenzione), prodotti sportivi, stand degli sponsor. Faccio un acquisto di quattro gel energetici, due con caffeina e due senza. 

Peccato che la bandiera italiana non si vede molto bene. 

Pacco gara: Piuttosto limitato.


Giorno della gara: 

La via è alle 6:00, ma per il mio gruppo, la F, alle 6:20. Sveglia alle 5: mangio un po’ di frutta secca e poi dritto alla zona di partenza, a un chilometro da qui, attraversando tutto il downtown.

Un sacco di gente già li.

I fumi vanno nella nostra direzione, più avanti nel percorso. Che dire? Ottimo per il sistema immunitario!

Musica davvero a volume altissimi.  

Si parte! 

21 gradi e 100% di umidità. Come prima maratona…insomma.

Lasciamo di spalle Miami.

Entriamo a Miami Beach, il sole sta sorgendo. A differenza della mezza maratona di Key West, qui non posso dire di aver “vissuto” l’alba: l’inquinamento luminoso è forte, il cielo non è mai nero o buio come a Key West.

Attraversiamo Ocean Drive e il distretto dell’Art Deco. 

Si ritorna a Miami via un altro ponte:

Qui c’è la separazione: prendo la destra, anche se vorrei così tanto svoltare a sinistra. Scatta la prima tagliola: alle 10:30 tutti devono girare a sinistra. Io passo alle 9:05, quindi ho un’ora e mezza di vantaggio, un’enormità, penso.

Mezza finita in 2h50’ circa [la segnaletica mostra 3h10′, ma essendo io partito alle 6:20, si toglie 20′], meno di Key West nonostante il clima peggiore, non me l’aspettavo sinceramente. Noto che quasi tutti iniziano a camminare: per mia fortuna, questo, insieme al vantaggio accumulato sul tempo limite, mi aiuta.

Inizio a camminare anche io per lunghi tratti, per far riposare le gambe sperando di rigenerarle. 

Qui avviene la terza tagliola, passato alle 10:15, chiunque transiti dopo le 11:55 deve salire sul bus. Mantengo quindi un’ora e mezza di vantaggio. 

Passando in una zona residenziale, abbondante di benessere, in una casa c’è un garage che ospita una Ferrari, un’Alfa Romeo Stelvio e una Fiat 500. Famiglia italiana? Stima.

Si entra downtown, ultimo miglio! 

Finita in 6h23’31s. Con questo clima! Tanto che il vincitore, un africano pluripremiato, l’ha conclusa in 2h20′, oltre 20 minuti sopra la media. Per proprietà transitiva, tolgo quei 20 minuti anche al mio tempo e, considerando le pause per le foto, il mio tempo effettivo è sotto le 6 ore. Mi sembra un ottimo risultato, vista la mia condizione fisica.

Lyft verso la sistemazione! Il giorno prima ho ricevuto un codice per 10 dollari gratuiti: perché non approfittarne?

Arrivando, il proprietario mi dice: “Guarda, qui c’è il vincitore della maratona!” Sta pranzando con altre atlete, le colombiane conosciute ieri sera. Penso: “Non può essere, lui in una sistemazione economica?”

Faccio prima la doccia e poi la valigia. L’africano è ancora lì. Il proprietario parla con un altro atleta, ripetendo la stessa cosa che ha detto a me. A un certo punto si scandalizza: “Solo 5.000 dollari di premio, con 3 milioni raccolti tra iscrizioni e sponsor!!!”

Comincio a pensare che sia davvero il vincitore. È ancora occupato; io cucino il pranzo e mangio in disparte. 

Quando si libera, mi avvicino e gli chiedo se ha vinto la maratona. Annuisce e mi mostra il trofeo… è proprio lui. 

Non posso perdere l’occasione di una foto: mi dà il trofeo in mano…un po’ di ansia mi sale, se lo faccio cadere?

Si chiama Paul Eyanae, keniano, PB in 2h12’. Tra i migliori atleti professionisti.

Foto con medaglia e pettorale:


E ora…ecco a voi la mia valutazione: [criterio]

  • Presenza dell’arte: Soddisfatto. Manca quel qualcosa in più, un dettaglio caratteristico. 
  • Medaglia e maglia: Soddisfatto. Medaglia girevole e con iscrizioni, si è fatto quindi una ricerca di progettazione dietro. Maglia, semplice, senza sponsor invadenti. Forse il colore rosa è troppo, ma siamo a Miami. 
  • Percorso: Soddisfatto. Si potrebbe evitare di ripetere la parte andata e ritorno nel downtown, ma nel complesso è un ottimo tracciato che tocca i principali punti di interesse. Ristori standard.  
  • Organizzazione: Buono/soddisfatto. Si dovrebbe semplificare un po’ le informazioni, più alla portata di mano. 
  • Valutazione generale: Tra il buono e soddisfatto. Va bene tutto ma pesa il costo dell’iscrizione. 250$? Ma l’evento è andato tutto venduto in poco tempo, credo meno di un mese, se ricordo bene, per cui forse sono ancora abituato ai prezzi europei. 

    Tornerò o no? Correre con quel clima…al confine dei tropici…una volta basta e avanza. 

E ora si va alla spiaggia a fare il bagno rigenerativo e prendere il sole…continua a leggere su Diario del 35° giorno.

Post Scriptum: stando a quello che ha detto il proprietario della mia sistemazione, che Paul ha vinto 5000 dollari, quando l’organizzazione ha raccolto 3 milioni di dollari, in effetti andrebbe rivista la ripartizione dei premi.