- Domenica 24 novembre, anno domini 2024
- Sereno, coperto.
- Pianura
- Km, km/l e l di oggi: 149.7, di cui 0.0 su fuoristrada, 17.7 km/l, bevuti 8.46 l
- Km, km/l e l totale: 834.3, di cui 0.5 su fuoristrada, 16.9 km/l, bevuti 49.34 l
- Tappa: Nancy, Metz, Thionville e Lëtzebuerg [Lussemburgo]
- [F] Dipartimento di Meurthe-et-Moselle [Meurthe e Mosella] [54], dipartimento di Moselle [Mosella] [57], regione Grand Est [Grande Est].
[L] Cantone di Esch-Uelzecht, cantone di Lëtzebuerg [Lussemburgo]
Per oggi decidiamo di rallentare un po’ il viaggio, abbiamo due grandi città da visitare, Nancy e Metz, quindi decideremo nel pomeriggio dove pernottare, a Metz o anche più a nord, fino anche in Lussemburgo, individuato un hotel fuori città ma con prezzi umani. Dopotutto Lussemburgo è una piccola Svizzera.

È tempo di colazione, andiamo in centro alla piazza centrale. Segnali di blocco e divieti ovunque…parcheggiamo la Panda in un parcheggio interrato, vogliamo togliere delle preoccupazioni. Lì sotto capisco che oggi c’è una gara podistica, caos e gli atleti che si cambiano i vestiti. Ah se avessi saputo…però è una 10km, quindi di solito non ne partecipo, faccio volentieri da spettatore. Gara dedicata alla figura di San Nicola, che in quelle parti è la controfigura di Babbo Natale.


Ci sediamo dentro in un bar, è carino. L’amica mi fa: “Vedi, gli italiani sono migliori”…Ci sono in esposizione solo Pain au chocolat e della brioche, in due cesti separati. La particolarità sta che questi cesti si trovano in mezzo alla sala e non sono coperti, e lì c’è una vai via di gente ed i camerieri prendono il dolce direttamente con la mano. E questo non sarebbe un bar popolare, bensì Grand Café Foy, davanti alla piazza centrale.
Annuisco, però per provocarla, dico: “In fondo i francesi sono vivi e vegeti, quindi…”
Il soffitto del café, mi fa ricordare la Provenza. Concordiamo che è una bella installazione artistica.

Usciamo in tempo per vedere la partenza, saranno circa in un migliaio, bravi tutti, una volta svuotata la piazza, procediamo verso il museo delle belle arti, che si trova nell’altro lato della piazza rispetto al bar.

Ecco una selezione per voi:

L’Enlèvement d’Hélène
Olio su legno, 1530/31
di Maître MR (?)
Descrizione: “Sebbene la leggendaria guerra di Troia sia iniziata con il rapimento di Elena, moglie del re spartano Menelao, da parte del marinaio troiano Paride, il pittore ha scelto di contrapporre la violenza dei combattimenti e del saccheggio della città di Sparta alla serenità della coppia che si allontana in un sontuoso abbigliamento. Al centro del dipinto, un tempio dell’amore evoca la causa del dramma che sta per compiersi.“


Trompe l’œil aux oisillons
Olio su tela, XVIII sec.
di DOMINIQUE PERGAUT
Vacqueville, 1729 – Lunéville, 1808
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Quadro sx: Caprice architectural avec un mausolée, vers 1730-1740 [link]
Quadro dx: Caprice architectural avec un obélisque, vers 1730-1740 [link]
Olio su tela, di LEONARDO COCCORANTE – Napoli 1680 – Napoli 1750




Quadro alto sx: Fantaisie d’architecture en ruine avec la naissance de Venus, verso 1730/1735 [link]
Quadro alto dx: Fantaisie d’architecture en ruine avec Bellérophon frappant la chimère, XVIII sec. [link]
Quadro basso sx: Architecture en ruine avec Jupiter tonnant, verso 1730. [link]
Quadro basso dx: Fantaisie d’architecture en ruine avec l’enlèvement des Sabines, verso 1730. [link]
Olio su tela, di GHERARDO POLI, Firenze 1674 – Pisa 1739
Descrizione: Le opere della famiglia Poli appartengono principalmente a due collezioni:
quelle della Cassa di Risparmio di Pisa e del Musée des Beaux-Arts di Nancy. Victor Poirel, importante donatore del museo, acquistò quindici dei loro dipinti a Livorno (1854-1862), mentre una serie di quattro capolavori fu depositata dal Musée du Louvre.
I Poli erano pittori originali oggi poco conosciuti. Gherardo (1674-dopo il 1739) e suo figlio Giuseppe (1714-dicembre 1765) avevano uno studio comune a Pisa nel 1739. Non si sa quando Gherardo sia arrivato in città, essendo stato ammesso all’Accademia di Firenze nel 1706.
Il Polis era specializzato in capricci architettonici, come questo [quadro alto sx], che parodia i paesaggi arcadici di rovine, una celebrazione dell’antichità. L’allungamento verso l’alto dell’architettura crea un effetto fantastico di “squilibrio dello spirito”, tipico del capriccio. Le figure minuscole appaiono come semplici scenografie o come personaggi teatrali della commedia dell’arte, mentre le vere protagoniste della scena sono le statue, come la Venere posta su un pilastro a destra del dipinto, che sembra ispirarsi liberamente alla fontana dell’Oceano del Giardino di Boboli a Firenze, scolpita dal Giambologna.
La famiglia Poli fonde queste influenze manieristiche con il gusto rococò, evidente nelle volute, nelle conchiglie, nei cartigli e nell’intento decorativo delle opere. Questa “pittura giocosa” era molto in voga in Toscana nel XVII e XVII secolo. Fu influenzata dal soggiorno fiorentino di Jacques Callot.

Soir d’automne en forêt (Ile-et-Vilaine)
Olio su tavola, 1878
di JEAN-HENRI ZUBER
Rixheim, 1844 – Parigi, 1909
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Anne et Jehanne
Olio su tela, verso 1894
di LAURA LEROUX-REVAULT
Dun-sur-Meuse, 1872 – Auzéville-en Argonne, 1936
[link]

[Peintre à Champey]
7 settembre 1911
Fotografia positiva, lastra di vetro stereoscopica, gelatina al bromuro d’argento.
© Image’Est, famille Boursier-Mougenot
Adoro questa fotografia. C’è di tutto. Come le persone vivevano a quel tempo. Gli abiti. Le carriole. Strada sterrata. Pittore che dipinge. Una semplice fotografia ma piena di autenticità. Meravigliosa.

Coupe Trapani, 1898
Service Trapani, verso 1990
da una collaborazione di Elisabeth Garouste e Mattia Bonetti

Chant du Soir
Olio su tela, 1906
di ALPHONSE OSBERT
Parigi, 1857 – Parigi, 1939
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Sopra – Grand Tour: In search of Soane (after Gandy), 2012 [link]
Sotto – Grand Tour II: Homage to Soane (after Gandy), 2017 [link]
Photographie, transparent, caisson lumineux, di EMILY ALLCHURCH
Se passate da quelle parti, vi raccomando una tappa lì. Siamo rimasti lì dentro per un paio di ore, restandone volentieri di più se avessimo avuto altro tempo a disposizione.

Salutiamo Nancy, una città carina e ci dirigiamo verso Metz, a una sessantina di chilometri da qui, un’oretta di auto.
A Metz, un po’ fuori mano, c’è il rinominato centro Pompidou, decido di fermarci là prima di visitare il centro storico, tra l’altro si trova sulla via per centro, quindi.
Ecco una selezione per voi:
Errore 404. Immagine non trovata.
Già, non c’è nessun opera che sia considerata degna di essere chiamata tale, come negli altri centri dell’arte contemporanea. È solo un guscio. Gente ci va perché “desidera” vedere qualcosa di “nuovo” il che però non significa che sia migliore, la quasi totalità è solo spazzatura. Seriamente, c’erano queste installazioni, e non ho fatto nessun foto di un quadro, altrimenti è uno spreco di memoria del mio cellulare. Confrontatele con quelle di sopra [Museo delle belle arti di Nancy] e quelle di sotto [Museo Cour d’or]. Un disarmante imbarazzo.



Mi pento di aver buttato un’oretta su questo agghiacciante museo. Saliamo nella Panda e scappiamo a gambe e ruote levate verso il centro. Sebbene Metz sia vicina a Nancy, l’architettura qui è completamente diversa, è più medievale. È stata una piccola e piacevole sorpresa.


Prendiamo al volo dei cibi da una casetta del mercatino di Natale. Non ho annotato come si chiamano. Sono buoni, però c’è troppo olio di fritto.

Gironzoliamo il centro, le vie sono piccoline, ci sono un sacco di decorazioni legate alla figura del drago. Investigo, è Graouli, una leggenda locale, la sua cacciata dalla città è una metafora sulla distruzione della cultura pagana da parte del cristianesimo, nel 1300 circa, dove ebbe in seguito l’Inquisizione. Nient’altro come i terroristi musulmani isil [isis] ante litteram.
Il Museo de la Cour d’Or [Museo della corte d’oro] è ancora aperto e ci sbalziamo dunque verso la sezione delle belle arti.
Una selezione per voi:

Les Roches à Metz. Vue du Sas
Olio su carta montato su tela, 1832
di PIERRE-LOUIS RENAUD DIT SALZARD
La Fère, 1801 – ?, 1854


Sopra: Daniel dans la fosse aux lions, XVII sec
Sotto: [Paysage avec ruines romaines évoquant] la destruction du Caire.
di FRANÇOIS DE NOMÉ
Metz 1592/3 – Napoli 1623/4

Vue fantastique d’une église gothique
Olio su ardesia, XVII sec.
di DIDIER BARRA
Metz, verso 1589 – ?, 1647
Usciamo compiaciuti. Vediamo che c’è una parata di militari, dei mezzi legati alla seconda guerra mondiale, americani. Pare, che da quelle parti, sono abbastanza sentite, è dopotutto ci troviamo in una zona dove c’erano delle battaglie.




Ci avanziamo ancora del tempo e decidiamo di fermarci stanotte a Lussemburgo, è abbastanza vicino da qua. Lungo il tragitto ci fermiamo in un Burger King, nei pressi c’è questa carina scuola.

Facciamo sosta a Thionville, una città al confine con Lussemburgo. Un piccolo mercatino di natale, prendiamo delle castagne calde. Qui l’architettura è tornata ad essere familiare, tipicamente francese.
Oltrepassiamo il confine, tutto buio, entriamo in Granducato di Lussemburgo. Arriviamo al hotel e ci sistemiamo un attimo. Noto che qui i mezzi pubblici sono gratuiti. All’amica vuole fermarsi e riposarsi, riesco a convincerle di uscire, con macchina però, verso il centro di Lussemburgo, a fare una passeggiata. Un altro mercatino, in fase di chiusura. Peccato non sono venuto bene nella foto con il pupazzo di neve.



- Distanza percorsa a piedi, dall’app Salute iOS: 14.3 km
- Computer di bordo riporta:
– Distanza 149.7 km
– Consumo medio 17.7 km/l
– Velocità media 43 km/h
– Tempo di viaggio 3h24’
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